Sogno te
Sei incessantemente nella mia testa
Indelebile
Inafferrabile
Mi strazi l'anima
Pensarti è come essere per maleficio eternamente immobilizzata in quell'attimo in cui, avendo per qualche motivo battuto forte la schiena, tutta l'aria viene espulsa con violenza fuori dai polmoni, e si rimane senza fiato.
Non hai volto, non hai nome
Non hai altezza, né peso, non so come ti vesti, che musica ascolti, come ti piace il sesso, se vorresti essere padre.
Sei un'ombra, un delirio, un'allucinazione, un fantasma. Eppure...
Eppure.
Eppure la tua assenza è così... così...
Lo è così tanto che mi trovo, mentre frigno col muso ficcato nell'incavo del gomito, ad alzare involontariamente la mano per cercarti, sapendo che sono folle.
Posso quasi sentire le tue dita sfiorare le mie.
E quindi le stringo, perché ti voglio vicino.
Voglio sentirti.
Voglio. Sentirti.
Il calore, la pelle, il respiro, i segni di un'intimità che supera il corpo...
Ho così tanta sente,
così tanta fame.
Così
tanta.
Ma è aria. È solo aria quello che stringo.
Serro il pugno, riporto a me il braccio e mi avvinghio alla felpa, perché se non mi trattengo potrei fisicamente sparire nel buco nero che ormai ha già lasciato di me solo l'involucro, come quello di una caramella ormai mangiata.
Abitami, penetrami.
Il tuo sangue sia uno col mio sangue.
La tua bocca entri nella mia bocca.
Il tuo cuore ingrandisca il mio fino a scoppiare.
Straziami.
Cadi inter[o] nelle mie viscere.
Vadano le tue mani nelle mie mani, [le tue mani].
I tuoi piedi camminino nei miei piedi, i tuoi piedi.
Divampami, bruciami.
Còlmami di dolcezza.
Bagnami il palato con la tua saliva.
Stai in me come il legno sta allo stecchino.
Che già non resisto così, con questa sete
che mi brucia.
Con questa sete che mi brucia.
La solitudine, i suoi corvi, i suoi cani, i suoi brandelli.
- Juan Gelman